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Calciomercato, Neymar Jr. vuole lasciare Parigi dopo i contrasti con il presidente Nasser Al-Khelaifi

Insieme con il “collega” Kylian Mbappé ha presentato (attraverso un video diventato subito virale), nelle ultime ore, la nuova maglia da gioco del Paris Saint Germain, ma, nella realtà, Neymar Jr. vuole lasciare la “corte” di Nasser Al Khelaifi, presidente della squadra parigina e a capo di Qatar Sports Investments (fondo qatariota di investimenti internazionali), che ne detiene il 100% delle azioni. 

Il centravanti brasiliano, simbolo del calcio “brillante”, non si trova più a suo agio a Parigi, soprattutto dopo le disavventure giudiziarie che lo tirano in ballo in una storia dai contorni tutti da definire (non a caso diversi sponsor stanno valutando, sulla base dello sviluppo della “querelle” in esame, la rottura contrattuale). Certamente, per il giovane brasiliano, il “2019” (15 gol in appena 17 presenze di Ligue1) non è stato proprio un anno fortunato (superato sia da Mbappé, sia da Cavani, nel numero di realizzazioni su base stagionale). L’infortunio di fine stagione, per esempio, non solo l’ha bloccato e costretto al recupero, ma ha fatto sì che non venisse convocato per una edizione di Copa America (attualmente in programma), dove il Brasile, fino ad oggi, ha giocato bene anche senza il suo estro. 

Nasser Al Khelaifi sta perdendo la pazienza con il giovane centravanti pagato a peso d’oro appena due anni fa. Di recente, commentando i “mal di pancia” del verdeoro, ha dichiarato seccato ai media: “Nessuno ha costretto Neymar a firmare al Paris Saint Germain”. E la seccatura nasce dal fatto che, per portarlo a Parigi, la società parigina ha pagato al Barcellona, attraverso una società “terza” (attirando fin troppo l’attenzione degli ispettori dell’Uefa), la cifra “monstre" di 222 milioni di euro. Per non parlare poi del peso dell’ingaggio pluriennale di Neymar sui conti della società d’Oltralpe (circa 300 milioni di euro lordi), portando sempre più in alto l’asticella del Fair Play Finanziario (FPF). Un tema, quest’ultimo, da non prendere proprio sotto gamba alla luce del caso AC Milan. Nonostante il FPF sia molto meno severo, rispetto a quello ideato da Michel Platini (ex presidente dell’UEFA), alla fine il club rossonero, che aveva i conti in rosso (anche se per altri motivi) da ben un triennio, non potrà giocare in Europa (League). 

Al Khelaifi, per portare a casa Neymar, ha teso molto la corda e proprio per questo non accetta le dichiarazioni del brasiliano, che fa capire, comunque, di essere già “stanco” di giocare con la maglia del Paris Saint-Germain, nonostante un compenso record per la sua età (attualmente 27 anni). 

Si parla molto, in queste ore, delle “sirene” del Barça, che potrebbe spendere 222 milioni di euro, casualmente lo stesso importo della clausola rescissoria pagata dal club parigino a quello catalano due anni fa, oppure 150 milioni più i cartellini di Coutinho e Rakitic (in sostituzione di Rabiot, volato a Torino per vestire la divisa della Juve). 

 

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